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E tu quanti Mini-Bot hai?

di Il tocco di Alviero | 10 Giugno 2019

È ormai il tema che rimbalza da telegiornale a telegiornale, da ufficio a ufficio, da spiaggia a spiaggia (per i pochi fortunati già sotto l’ombrellone): in assenza di campionati o olimpiadi da seguire, il tifo italico si sposta sui Mini-Bot. Chi li sostiene, chi li ripudia, ma al di là delle simpatie politiche, (dove lo schieramento di campo è netto), sappiamo davvero cosa sono?

Tecnicamente sono titoli di Stato di piccolo taglio. Rispetto ai già noti BOT (titoli di debito pubblico di breve termine con valore nominale minimo di 1000 euro), i Mini-Bot contemplerebbero tagli da 5, 10, 20, 50 e 100 euro. Non verrebbero però emessi secondo asta e soggetti a una valutazione (prezzo) da parte del mercato. In poche parole un titolo infruttifero e senza scadenza (a differenza dei BOT), ovvero, sono moneta pura. Si presenterebbero come banconote e dovrebbero essere utilizzati dallo Stato per pagare i propri creditori. Poi, una volta in circolo, i cittadini potrebbero riutilizzarli per pagamenti in favore dello Stato: tasse, in primis.

Approvati all’unanimità alla Camera, salvo poi una retromarcia bizzarra di molti votanti, che si sono giustificati con la estrema complessità dello strumento (è un mondo meraviglioso..), i Mini-Bot sono stati brutalmente bocciati da unione industriali (i creditori a cui sarebbero rivolti), società di rating, Banca di Italia, BCE  e Mercato (una escalation davvero unica).

I Mini-Bot o sono valuta, e quindi sono illegali, oppure sono debito, e dunque lo stock del debito sale“, ha commentato Draghi. Secondo Moody’s i Mini-Bot rappresenterebbero “un primo passo verso la creazione di una valuta parallela e la preparazione dell’uscita dell’Italia dall’Eurozona”.

Alcuni suoi sostenitori sostengono invece che i Mini-Bot sarebbero “un espediente per uscire dall’euro in modo ordinato e tutelato”, (Borghi 31/05/2019) probabilmente riferendosi all’articolo 128 del Tfue, che vieta l’introduzione di monete parallele all’interno dell’area euro. Lo stesso esponente si è fatto fotografare con la prima banconota da 100 euro con l’effige di Enrico Mattei e promettendo nuovi vanti nazionali sulle prossime banconote, pardon, Titoli di stato.

Insomma, le banconote ci sono, le regole del Monopoli le conosciamo tutti, speriamo solo che “Parco della Vittoria” assicuri ancora una bella rendita, di questi tempi e andazzi è un attimo trovarsi poveri con grandi rendite nominali in mano…

 

Il tocco di Alviero