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Un riformista intransigente

Pubblicato parte dell’archivio privato di Romano Paci, protagonista della vita politica di Pistoia nella seconda metà del ‘900. Il volume ripercorre il percorso politico di un’intera generazione di cattolici, quella dei “cattolici inquieti”, che hanno segnato profondamente la storia del Paese.

Redazione Solo Riformisti

di Redazione Solo Riformisti | 23 Maggio 2019

Una recente pubblicazione ha consentito di recuperare e conservare alla memoria di Pistoia uno dei protagonisti della sua vita politica e associativa in una stagione per un verso esaltante per altro verso difficilissima della vicenda nazionale e locale (dagli anni Sessanta alla fine della prima Repubblica).

Il ritrovamento dell’archivio privato di Romano Paci è stata l’occasione di una ricostruzione, sia pure per frammenti, della sua biografia politica.

In dieci casse di legno, collocate nello scantinato dell’abitazione in cui Romano aveva vissuto per oltre vent’anni, si trovavano ammassati, senza un ordine particolare, carte e documenti di vario genere: fascicoli composti da Romano, parte dei quali da lui direttamente intitolati; documenti sciolti; materiali bibliografici (opuscoli, libri, periodici). Si trattava di quella piccola parte, della ben più consistente mole di documenti accumulati in alcuni decenni, che Romano aveva salvato dall’allagamento della cantina della precedente abitazione. A un primo sommario esame del materiale parevano emergere elementi di interesse non meramente personale e/o locale, che incoraggiavano una valutazione più approfondita, fino alla decisione di un suo ordinamento e inventariazione. Il risultato di questo lavoro è stato esposto in questa pubblicazione, preceduto da notizie utili a delineare il suo profilo biografico: frammenti di vita appunto, recuperati ripercorrendo le poche carte sopravvissute del suo fondo documentario.

Ma chi era Romano Paci? Nato il 27 ottobre 1938, ha sempre vissuto a Pistoia dove ha percorso la carriera scolastica fino alla maturità, conseguita nel 1958 al Liceo-Ginnasio Niccolò Forteguerri. Ha poi studiato giurisprudenza presso l’Università di Firenze, senza peraltro laurearsi: gli studi universitari si sono infatti intrecciati con attività lavorativa e attività politica, oltre che con responsabilità familiari (moglie, due figli).

Dopo una serie di esperienze di lavoro nell’industria privata (Officine meccaniche Landucci & Lotti di Pistoia) e pubblica (Terme di Montecatini spa) e in enti pubblici (Inam), ha svolto la sua carriera professionale nella pubblica amministrazione locale e regionale, occupandosi prevalentemente di organizzazione, gestione e sviluppo delle risorse umane (Comune di Pistoia, Regione Toscana).

Iscritto alla Dc fin dall’età di sedici anni, delegato degli studenti medi prima e del movimento giovanile poi, ebbe una breve esperienza (1964-1965) come collaboratore politico della Direzione nazionale del partito (alla Spes). Rientrato a Pistoia, fu segretario della sezione centro dal 1966 al 1968. L’anno successivo maturò la decisione di lasciare il partito, dedicandosi esclusivamente all’attività associativa.

Particolarmente significativa e per lui formativa fu la sua lunga militanza nelle Acli. Consigliere provinciale fin dal 1961, delegato al X, all’XI, al XIV e al XV congresso, svolse nel 1971 l’incarico di commissario straordinario delle Acli di Lucca. Fu consigliere nazionale dal 1972 al 1978. Nel 1975, dopo la quasi ventennale presidenza di Fabio Giaconi, assunse la direzione delle Acli pistoiesi: brevissima presidenza giacché nel 1976 la sua iscrizione al Pci e l’ingresso negli organismi dirigenti del partito resero incompatibile la sua permanenza al vertice delle Acli.

Dal 1973 al 1977 la sua militanza, oltre che nelle Acli, si svolse nel movimento dei Cristiani per il socialismo, del quale era stato tra i fondatori, e nella cui segreteria nazionale si impegnò fino al maggio 1977.

L’impegno nel Pci pistoiese fu di responsabile della commissione Sanità e sicurezza sociale e membro della segreteria del comitato di zona dell’area pistoiese. Eletto nel Consiglio comunale di Pistoia in due successivi mandati – 1985-1990 e 1990-1994 – rivestì alternativamente la carica di assessore e capogruppo consiliare; fu vice-sindaco dal 1992 al 1994. A lui si debbono interventi importanti per la città come l’istituzione dell’Azienda speciale pluriservizi per la gestione unitaria del gas e dei servizi idrici e la proiezione della rete delle arti contemporanee di Pistoia nel circuito dell’area metropolitana con Firenze (Galleria d’arte moderna) e Prato (Museo Pecci); ma anche interventi di carattere più propriamente istituzionale come l’innovativa riorganizzazione della macchina comunale e lo Statuto del Comune, alla cui elaborazione aveva dato un apporto decisivo.

Un percorso di vita interessante, anche se non propriamente singolare: paradigmatico di un’intera generazione di cattolici, quella dei “cattolici inquieti” degli anni ’60, talvolta banalizzato nei suoi due estremi (dalla Democrazia cristiana al Partito comunista), senza particolare considerazione della sua ben più complessa maturazione culturale e politica.

Passione politica e servizio civile sono stati la cifra che ha connotato tutta l’attività di Romano, dagli esordi nel movimento giovanile dc fino all’esperienza amministrativa nei ranghi del Pds. Insieme, una forte determinazione e un rigore che qualche volta determinava anche incomprensioni in chi, dietro la corazza irta di spigoli del suo carattere, non ne intuiva la sensibilità se non dopo una certa consuetudine.

Dopo un importante intervento chirurgico subito nella primavera del 2000 cominciò a maturare la decisione di ritirarsi dal lavoro per dedicarsi maggiormente a quella vita privata che aveva lungamente sacrificato. Curiosità intellettuali, desiderio di novità e gioia di vivere non gli vennero mai meno nella determinazione con cui si era acconciato a “vendere cara la pelle”. Uno degli impegni che aveva preso con se stesso era di porre finalmente mano alla sistemazione delle sue carte. Non ce l’ha fatta. E’ scomparso il 29 gennaio 2005.

In questa pubblicazione sono, nell’ordine: una Presentazionedi Antonio Parisella, un’Introduzionedi Rossella Dini, l’Inventariodell’archivio, una Bibliografia degli scritti di Romano Pacie Alcunidei suoi scritti, una Postfazionedi Ivano Paci.

L’archivio di Romano Paci è depositato presso il Centro di documentazione di Pistoia (Biblioteca comunale San Giorgio) e liberamente consultabile.

 

La pubblicazione è: Frammenti di vita di un “cattolico inquieto”: dall’archivio di Romano Paci / Rossella Dini. – Polistampa, 2015

 

 

 

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