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Gozi eletto con Macron

Una fake news la mancata elezione in Francia di Sandro Gozi. La precisazione del parlamentare nella lettera che pubblichiamo.

Redazione Solo Riformisti

di Redazione Solo Riformisti | 30 Maggio 2019

Dalla Francia, tanti complimenti e congratulazioni. Non solo dai Marcheurs, che mi hanno ormai adottato come “uno dei loro”. Ma anche dalla stampa francese, che ha piuttosto approfondito la questione delle candidature transnazionali, delle 7 nazionalità presenti nella nostra lista e di come sarà il Parlamento europeo prima e dopo la Brexit.

Dall’Italia, o meglio, da parte di alcuni irriducibili produttori di “Fatti Falsi Quotidiani” e di “(false) Verità” altre fake news appunto. Fake news dettate da ignoranza e malafede. A cui si sono aggiunti “AffariItaliani” (Italiani appunto, quindi non molto ferrati su quelli francesi) e una (a me sconosciuta, sarà sicuramente ignoranza mia) blogger su La Stampa, tal “Latoboralevi”, che avrebbe detto che nonostante sia sempre in TV non sarei stato eletto. Ora, o ha guardato le TV francesi ogni giorno in questi ultimi mesi (ne dubito un po’….), oppure alla signora è sfuggito che ero candidato in Francia e non in Italia.

Insomma, una ‘disinformazione’ secondo cui sarei stato ‘trombato’, ‘bocciato’, ‘schifato’ alle elezioni di domenica in Francia essendo, come candidato 22, il ‘primo dei non eletti’ (altro errore).

Allora, anche per evitare di far passare per pazzi i francesi e la mia collega Ilana Cicurel, candidata 23 in lista e che ha fatto un comunicato stampa per ringraziare tutti gli elettori per la sua elezione, ho deciso di spiegare come stanno le cose, almeno a chi vuole saperle e capirle.

La Francia ha a disposizione 79 seggi, di cui cinque saranno assegnati dopo la Brexit.

23 vanno alla lista Renaissance: 21 deputati si insedieranno il 2 luglio, e altri due – io e Ilana appunto – dopo l’uscita del Regno Unito. Mentre il “primo dei non eletti” è il 24mo in lista: Max Orville.

Io sono il 22mo e sono formalmente eletto, come risulta dall’elenco degli eletti pubblicato dal ministero degli Interni francese.

Altra critica che mi viene fatta è di aver definito “simbolica” la mia candidatura.

Ma si, lo era e avevo accettato per portare avanti la mia e nostra battaglia per la politica e le liste transnazionali, senza le quali non ci sarà mai una vera democrazia europea. Quando avevo accettato di candidarmi con Renaissance, infatti, tutte le proiezioni davano alla nostra lista al massimo 18-20 eletti.

Poi ne abbiamo fatti 23, che mi pare un ottimo risultato.

Insomma, come spesso capita ad alcuni nostri giornalisti, quando si avventurano a nord di Settebagni, o addirittura oltre le Alpi, riescono sempre a rimediare figuracce. Ora addirittura, in odio al terribile Gozi, chi esaltava la Brexit 3 anni fa arriva quasi a sperare che non accada così io, Ilana, e altri 25 eletti nell’UE non entriamo in Parlamento…Su questo, cito Matteo Renzi…:” meglio dentro Gozi e fuori Farage”….Grazie Matteo!

Ma veniamo alle cose più serie.

Il nostro nuovo gruppo al Parlamento europeo potrà contare su oltre 110 deputati, con LaREM primo partito: con questi numeri e con questa spinta possiamo indicare priorità e metodi di lavoro nel nuovo Parlamento.

Escludo invece nel modo più categorico un

eventuale ingresso del M5S. Anche su questo, a parte della stampa italiana dico “nun ce provate” come dicono i miei amici romani.

Con la creazione del nuovo gruppo bisognerebbe anche avere un nuovo presidente.

Guy Verhofstadt ha fatto molto bene ma noi in quel ruolo vedremmo molto bene la capolista di Renaissance, Nathalie Loiseau, che sarebbe un’ottima candidata. Con questi numeri e con

questa spinta possiamo pesare molto sia in questa fase sia quando si delineerà il progetto di rilancio della costruzione politica: dobbiamo voltare pagina, in un paesaggio molto diverso dobbiamo individuare le nuove priorità, che non sono affatto quelle di allargare l’attuale maggioranza politica ma di lavorare su un nuovo progetto politico per la nostra Unione.

Voglio poi sottolineare il ruolo di Macron: dopo due anni di governo e l’avvio delle riforme, dopo la crisi anche violenta provocata dai gilet gialli, Macron all’Europarlamento avrà 23 deputati, tanti quanti Marine Le Pen, che anzi ne ha uno in meno rispetto al 2014.

E lo stesso Macron sta lavorando al Consiglio e al Parlamento per superare le logiche tradizionali centrosinistra centrodestra, un metodo grazie al quale è diventato punto di riferimento sia dei leader socialdemocratici che dei leader liberaldemocratici.

Queste sono le vere news.

Ma ai Misfatti Quotidiani, alle False Verità, agli AffariNonEuropei e alle blogger LatosbagliatodelleAlpi tutto questo non importa.Basta tirare contro Gozi. Facciano pure.

Noi andiamo avanti, insieme, nel nostro cammino europeo e italiano.

Redazione Solo Riformisti