• Crisi e economia

    Come evolverà la situazione economica in questo quadro di incertezza politica? Le previsioni non son... di Alessandro Petretto

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La mossa di Renzi

Renzi, con la sua proposta, è tornato al centro della vita politica italiana. Intanto le urne sembrano allontanarsi e tutto corre il rischio di restare come prima.

Finalmente la crisi

Nessun rimpianto per il governo. Resta ora da vedere cosa fare. Quattro priorità: lavoro, economia, difesa del territorio e welfare. La cosa migliore è andare al voto.

La partita a scacchi

I due Matteo dimostrano di essere gli unici due leader in campo. Uno, cinico, l’altro, pragmatico. Il cinico prepara più scacchiere, l'altro ne tiene nascosta una tutta sua. Popcorn dopo Ferragosto.

Dalla padella nella brace?

Il governo istituzionale ha il solo scopo di impedire a Salvini di fare una manovra tutta a debito che ci porterebbe automaticamente fuori dall’Europa. Non si tratta di salvare Renzi e la Boschi ma di evitare il naufragio del Paese

Lega, ha vinto Giorgetti

Governo: vince la Lega di Giorgetti. Salvini, con le spalle al muro, è stato costretto a staccare la spina a Conte. Ma lo scenario è ancora apertissimo.

Il vero scopo della sfiducia

Il PD rompe gli indugi e, dopo il dibattito in Senato, presenta la mozione di sfiducia individuale a Salvini. Lo scopo è quello di mettere in difficoltà i 5Stelle obbligandoli a difendere il segretario leghista.

I Promessi sposi di Don Franceschini

Esce allo scoperto, nel PD, la frangia che punta all’intesa con i Cinquestelle. A guidarla Dario Franceschini, un vecchio, di militanza, e navigatissimo politico democristiano che nella sua lunga carriera politica ha sempre messo le vele al vento.

Le nuove convergenze parallele

Passa dall’Europa la strada per l’avvicinamento fra PD e 5Stelle. E fra i Democratici sta venendo allo scoperto chi punta ad un Conte bis appoggiato dall’inedita maggioranza. Salvini che l’ha capito non provoca la crisi.

Le due Leghe

Sempre più evidente, all’interno della Lega, la contrapposizione fra Giorgetti, esponente di punta del vecchio partito bossiano, e Matteo Salvini che privilegia l’asse con Di Maio. Al segretario leghista l’aiuto, insperato, dei NO-TAV.